MA CHE GENDER DI PAURA !
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Giovedì prossimo al Pianeta Viola
GIOVEDI' 22 MAGGIO 2014
dalle ore
21 al PV
Un passo dentro, un passo fuori..
Quali strade abbiamo preso e quali abbiamo perso in questi ultimi mesi.
Una serata per confrontarci e riflettere sui nostri passi...compresi quelli verso il pride di Roma.
Vi aspettiamo, anche per colorare insieme il nuovo striscione!
Vi aspettiamo, anche per colorare insieme il nuovo striscione!
Nella nostra
sede in via Folonari 7a
cell: 320 0795582
(il numero di cellulare è attivo solo il giovedì dalle 21.00 alle 23.00)
cell: 320 0795582
(il numero di cellulare è attivo solo il giovedì dalle 21.00 alle 23.00)
Uganda: lettera del presidente Museveni al parlamento
In questi giorni, a seguito delle rivelazioni relative ad
una lunga lettera del presidente ugandese Museven, inviata al parlamento lo scorso 28 dicembre,
sono scaturiti su molti media titoli del tipo “Museveni blocca la legge antiomosessuali”. In realtà,
tra lotte di potere e procedure poco chiare, la situazione rimane
complessa e il disegno di legge può
ancora diventare legge (vedi articolo).
Questo è un libero riassunto della lettera di Museveni di cui sopra, in cui il presidente si spinge anche ad analizzare le cause dell’omosessualità. Vale la pena leggerlo. In un altro contesto ci sarebbe da ridere, qui c’è solo da piangere.
Questo è un libero riassunto della lettera di Museveni di cui sopra, in cui il presidente si spinge anche ad analizzare le cause dell’omosessualità. Vale la pena leggerlo. In un altro contesto ci sarebbe da ridere, qui c’è solo da piangere.
Esistono diverse tipologie di omosessuali.
La prima è quella degli anormali. A questa categoria
appartengono anche altri malati come ad esempio gli albini, gli epilettici, le
donne non fertili. Queste persone
purtroppo soffrono principalmente di un
malfunzionamento ormonale. Cosa possiamo fare con questi anormali? Ucciderli? Imprigionarli?
Contenerli? Nella società tradizionale era possibile il contenimento attraverso
una particolare attenzione nei matrimoni. Questo però è decaduto con il moderno
”amore a prima vista” che non permette di capire se si rischia di stare con un
anormale. Ho il sospetto che questo è stato un problema dell’ Europa e dell'Occidente
. Anche lì in passato seguivano il principio di un'attenta selezione . Un
principio che è stato abbandonato per una condotta sessuale promiscua che
probabilmente ha portato ad un aumento delle persone anormali.
Oltre a questi c’è un numero , maggiore, di persone che diventano
omosessuali per soldi e infine ( ma questo vale solo per le lesbiche!) ci sono
donne che non riescono a sposarsi e diventano lesbiche per una sorta di
frustrazione sessuale (!!!).
Naturalmente è possibile agire solo sulla seconda e terza
categoria. Occorre innanzitutto provvedere ad una crescita economica dell’Uganda.
Occorre dare lavoro, borse di studio etc ai giovani per evitare che siano
facili prede. Bisogna poi approvare leggi dure contro chi porta i nostri giovani
a comportamenti deviati. Per questi approverei l’ergastolo e sarei d’accordo
con la legge approvata dal parlamento.
Il problema è cosa fare con gli anormali. Negli ultimi 200
anni nella storia delle tribù ugandesi ci sono stati 2 re e un importante chief
(la traduzione potrebbe essere capovillaggio) che erano omosessuali e che hanno
reso un grande servizio alle loro comunità. Poche settimane fa la regina
Elisabetta si è scusata per il comportamento che ebbero gli inglesi con il Dr.Allan
Turing ,omosessuale, il quale decifrò il codice tedesco e permise agli alleati
di vincere la seconda guerra mondiale. Il Dr. Turing fu castrato chimicamente e si suicidò. In
quel caso una persona sessualmente anormale era stata molto più utile per la
società rispetto ai milioni di persone sessualmente normali.
Infine non sono
d'accordo con la posizione dei paesi occidentali secondo cui l'omosessualità è un orientamento sessuale alternativo
all'eterosessualità. Non è possibile chiamare una anomalia un orientamento
alternativo.
La sfida è quindi come gestire da un lato la sessualità
anormale e dall’altro coloro che usano i soldi per deviare persone normali .Sono
sicuro che quando ci incontreremo con il comitato di NRM ( il partito del
Presidente) troveremo un soluzione scientificamente corretta.
By Manu
From Uganda
La tanto temuta proposta di legge è stata approvata dal parlamento
ugandese. La legge prevede il carcere a vita per gli omosessuali
“recidivi” e diventa reato qualsiasi forma di propaganda
dell’omosessualità, anche il semplice discuterne in pubblico. Detenzione
prevista anche per chi non denuncia lesbiche e gay alle autorità, una misura
questa che mira a colpire soprattutto amici e parenti di lesbiche e gay.

Ecco il servizio andato in onda il 27 dicembre sulla tv statunitense Cnn in cui Kasha dichiara: la battaglia è appena cominciata.
Ora la palla passa al presidente Museveni che dovrà apporre la sua firma affinchè la legge possa entrare in vigore ma al momento è difficile prevedere quale sarà il suo atteggiamento.
by Manu
Uganda: passa legge anti-gay, ergastolo agli omosessuali "recidivi"
CATTIVE NOTIZIE DALL'UGANDA
PER ADERIRE ALLA PETIZIONEA CUI INVITIAMO TUTT* A PARTECIPARE
In
Uganda è stato approvato il disegno di legge che stazionava in
parlamento dal 2010.
I gay “recidivi” vengono puniti con l’ergastolo ma
al momento non si conosce ancora il testo finale della legge. Ricordiamo che la
legge, perchè entri in vigore, dovrà essere sottoposto alla firma non scontata
del presidente Museveni.
La comunità lgbt è scossa.
Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione.
by manu
La comunità lgbt è scossa.
Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione.
by manu
COMITATO PROMOTORE PER IL REGISTRO DELLE FAMIGLIE ANAGRAFICHE A BRESCIA
Martedì 5 novembre presso la sala Buozzi a Brescia è stata
presentata da :
Agedo, Orlando-Arcigay, Famiglie Arcobaleno e Pianeta Viola,
la
proposta d’istituzione di un Comitato Promotore per il registro delle
famiglie anagrafiche.
All’incontro sono state invitate le associazioni bresciane e
le realtà politiche, civili e sociali del territorio, al fine di loro
coinvolgimento nel comitato.
L’intenzione è di avviare un’iniziativa nel Comune di Brescia finalizzata
a sollecitare l'amministrazione al pieno riconoscimento delle coppie di fatto
etero e omosessuali e all'estensione dei diritti a tutte le famiglie.,
attraverso una raccolta firme per la proposta di delibera popolare da
presentate al Comune.
Il prossimo incontro, in
cui sarà definita la composizione del Comitato Promotore, è fissato per martedì 19 novembre, alle ore
20.30 presso la sala Buozzi.
IL COMUNE DI MILANO DICE NO A PUBBLICITA’ SESSISTE MA QUALCOSA NON TORNA
I fatti:
Molto bene ! parole bellissime
Ma qualcosa non torna... Capita.
Anche se non dovrebbe capitare ad uno dei Comuni più progressisti d’Italia.
C’è un punto che definire “controverso” è un eufemismo.
E' il punto in cui si descrivono da ritenere discriminatori e offensivi i messaggi pubblicitari che diffondono:
immagini volgari,indecenti, ripugnanti, devianti da quello che la comunità percepisce come " normale" tali da ledere la sensibilità del pubblico
La parola “ normale” è discriminatoria e la percezione della
“ normalità” è arbitraria.
E’ partita una lettera indirizzata al sindaco Pisapia a firma di attiviste affinché questo secondo punto della delibera venga eliminato.
Molti sono i blog di genere milanese e non solo ad interessarsi alla questione:
Ambrosia, Politica Femminile, Arcipelago Milano, Un altro genere dicomunicazione.
Seguiamoli.
Vogliamo continuare a vedere (sempre più) pubblicità come queste:
STRISCIONANDO
Domenica 22 maggio 2011
dalle ore 12.00
dalle ore 12.00
Parco della Santissima di Gussago (Bs)
Credi che il glicine sia solo una pianta?
Non importa! : ) anche il tuo contributo è necessario per creare insieme il nuovo striscione del Pianeta Viola, che sfilerà orgoglioso all’Europride di giugno a Roma.
L’appuntamento è al Parco della Santissima di Gussago (Bs) per le 12.00.
Per chi non sapesse come arrivarci, ci incontriamo verso le 12.00 in piazza di Gussago.
Per chi arrivasse in ritardo, raggiungere la Santissima è molto facile:in fondo alla piazza, con la chiesa di fronte, sulla sinistra trovate la gelateria Danesi, accanto c’è una stradina in salita. Prendetela e dopo una decina di minuti di camminata a piedi (non si può salire in macchina) siete arrivate!
Pennelli e stoffa ci sono, voi portate voglia di stare insieme e i viveri per il pranzo.
Per info, potete chiamare il 333-3567614
Vi aspettiamo numerose :)
Inizio delle attività del PV
Giovedi' 25 alle 20,45
nella sede del pianeta: in via villa glori 10
Pride e dintorni :
in occasione dell'incontro con Graziella Bertozzo
a Milano il 5 ottobre
ci troviamo per confrontarci e interrogarci
sui fatti di Bologna,
sul movimento lgt e sulle sue pratiche.
Siete tutte invitate
nella sede del pianeta: in via villa glori 10
Pride e dintorni :
in occasione dell'incontro con Graziella Bertozzo
a Milano il 5 ottobre
ci troviamo per confrontarci e interrogarci
sui fatti di Bologna,
sul movimento lgt e sulle sue pratiche.
Siete tutte invitate
Comunicato:
Pensiamo a Graziella.
Sia come gruppo che come lesbiche vorremmo esprimerle vicinanza e sostegno.
Sia come gruppo che come lesbiche vorremmo esprimerle vicinanza e sostegno.
Le donne del Pianeta Viola
Questo il messaggio di solidarietà che ci siamo sentite di mandare a Graziella Bertozzo, figura storica del movimento lgbt e militante di Facciamo Breccia, che Sabato 28 Giugno è stata coinvolta in un episodio dagli esiti drammatici.
Nel tentativo di accedere al palco del Bologna Pride per srotolare uno striscione, è stata fermata da una volontaria del servizio di sicurezza, che dopo averle negato il passaggio ha chiesto l’intervento di un agente della Digos.
Il Pride di Graziella è finito in manette, in questura.
Facciamo Breccia e il comitato Bologna Pride hanno espresso entrambi profonda amarezza per quanto accaduto, ma non c’è concordanza sulle responsabilità, né sugli eventi che hanno portato al triste epilogo. Da giorni, comunicati stampa e lettere aperte si susseguono sotto gli occhi attoniti di un movimento che stenta a dare un senso a quanto accaduto, e ancor più alla gestione di questo dopo che sembra non riuscire a trovare collocazione né pace.
Nell’attesa che la vicenda giudiziaria di Graziella si concluda in tempi brevissimi e che si trovi lo spazio per un dialogo che sappiamo essere possibile, esprimiamo il nostro rammarico per questo incidente, occorso proprio nella nostra giornata della memoria.
Fino a quel 28 Giugno del ’69, per le persone lesbiche, gay e trans gli scontri che finivano in manette erano la regola. Abbiamo lottato e manifestato, tutt*, nella speranza che questo potesse diventare soltanto un lontano ricordo.
http://www.facciamobreccia.org
http://www.bolognapride.it
Nel tentativo di accedere al palco del Bologna Pride per srotolare uno striscione, è stata fermata da una volontaria del servizio di sicurezza, che dopo averle negato il passaggio ha chiesto l’intervento di un agente della Digos.
Il Pride di Graziella è finito in manette, in questura.
Facciamo Breccia e il comitato Bologna Pride hanno espresso entrambi profonda amarezza per quanto accaduto, ma non c’è concordanza sulle responsabilità, né sugli eventi che hanno portato al triste epilogo. Da giorni, comunicati stampa e lettere aperte si susseguono sotto gli occhi attoniti di un movimento che stenta a dare un senso a quanto accaduto, e ancor più alla gestione di questo dopo che sembra non riuscire a trovare collocazione né pace.
Nell’attesa che la vicenda giudiziaria di Graziella si concluda in tempi brevissimi e che si trovi lo spazio per un dialogo che sappiamo essere possibile, esprimiamo il nostro rammarico per questo incidente, occorso proprio nella nostra giornata della memoria.
Fino a quel 28 Giugno del ’69, per le persone lesbiche, gay e trans gli scontri che finivano in manette erano la regola. Abbiamo lottato e manifestato, tutt*, nella speranza che questo potesse diventare soltanto un lontano ricordo.
http://www.facciamobreccia.org
http://www.bolognapride.it
NOI E LA POLITICA
Politica e separatismo
Il separatismo evoca spesso l’idea di esclusione, ma raramente ci si sofferma sul senso di comunanza, appartenenza e reciproco sostegno che questo comporta.
Il Pianeta Viola è uno spazio, un momento di separazione dove poter lavorare sulla conoscenza di sé e del proprio desiderio cercando di smantellare quei “regimi di verità” che da secoli riservano alle donne ruoli e posizioni subordinate. Un processo di empowerment collettivo che ci ha permesso di uscire all’esterno e misurarci col mondo consce del nostro valore e della nostra forza , nel segno di un’assertività che è diventato patrimonio comune.
La nostra scelta separatista non ci ha mai impedito infatti di misurarci con le altre esperienze lgt e di costruire relazioni e collaborazioni politiche come nel caso del Progetto Daphne, finanziato dalla U.E. nel ’98 e ’99 per combattere la violenza contro i giovani gay e lesbiche, in cui siamo state partner di Azione gay e lesbica di Firenze. Un riconoscimento che è culminato nel 2007 in occasione del 18° del circolo Maurice di Torino quando siamo state invitate a parlare dell’esperienza del Pianeta Viola in un convegno peraltro dedicato alla Mixitè che contraddistingue il circolo torinese.
Il separatismo evoca spesso l’idea di esclusione, ma raramente ci si sofferma sul senso di comunanza, appartenenza e reciproco sostegno che questo comporta.
Il Pianeta Viola è uno spazio, un momento di separazione dove poter lavorare sulla conoscenza di sé e del proprio desiderio cercando di smantellare quei “regimi di verità” che da secoli riservano alle donne ruoli e posizioni subordinate. Un processo di empowerment collettivo che ci ha permesso di uscire all’esterno e misurarci col mondo consce del nostro valore e della nostra forza , nel segno di un’assertività che è diventato patrimonio comune.
La nostra scelta separatista non ci ha mai impedito infatti di misurarci con le altre esperienze lgt e di costruire relazioni e collaborazioni politiche come nel caso del Progetto Daphne, finanziato dalla U.E. nel ’98 e ’99 per combattere la violenza contro i giovani gay e lesbiche, in cui siamo state partner di Azione gay e lesbica di Firenze. Un riconoscimento che è culminato nel 2007 in occasione del 18° del circolo Maurice di Torino quando siamo state invitate a parlare dell’esperienza del Pianeta Viola in un convegno peraltro dedicato alla Mixitè che contraddistingue il circolo torinese.
(Patty)
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